Misurazione degli impatti e bilancio di sostenibilità come strumenti di sviluppo di alleanza con le comunità e nei territori per l’Assemblea Nazionale ICOM 2025 Brescia, Museo di Santa Giulia 4-5-6 aprile 2025
I musei come luoghi di profondo impatto sociale, capaci di attraversare le generazioni e contribuire alla costruzione di un forte senso di appartenenza e identità, sia individuale che collettiva.
Il tema della valutazione dell’impatto sociale dei musei, aspetto cruciale per lo sviluppo delle comunità in cui operano e che sta assumendo una centralità sempre maggiore nel panorama culturale, è al centro dell’Assemblea Annuale dei Soci ICOM Italia 2025, in programma dal 4 al 6 aprile al Museo di Santa Giulia di Brescia.
Michele Lanziger, Presidente ICOM Italia: “I musei sono impegnati già da tempo a svolgere un ruolo attivo al servizio della società e hanno identificato il “welfare culturale” come un complemento fondamentale della loro missione. Assieme ai partner di queste tre giornate presso i musei bresciani, come ICOM Italia ci dedicheremo all’individuazione delle giuste metriche per misurare gli effetti dei servizi culturali offerti dai musei in termini di qualità di vita e di miglioramento del benessere. Tali criteri sono fondamentali per permettere ai musei di rendicontare e creare sostegno al loro operare così come per favorire nuove forme di collaborazione con il mondo delle imprese che, adottando i principi ESG, sono interessate a creare relazioni a favore dell’azione dei musei.”
L’evento, organizzato da ICOM Italia in collaborazione con Fondazione Brescia Musei e Intesa Sanpaolo, con il supporto di Fondazione ASM e Fondazione CAB, rappresenta un’occasione fondamentale per riportare l’attenzione sul ruolo dei musei nella costruzione di una società più inclusiva e consapevole, contribuendo in modo significativo al benessere sociale, alla sostenibilità e alla rigenerazione urbana, attraverso l’interazione attiva con le comunità e il territorio. Partner scientifico è la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Laura Castelletti, Sindaca di Brescia: “Brescia ha scelto di fare dei suoi musei non dei semplici contenitori di reperti e opere, ma veri e propri hub di innovazione sociale, spazi aperti di inclusione, di dialogo e di crescita collettiva. Il nostro percorso ha trovato un momento di straordinaria sintesi e visibilità durante ‘Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023’, un’esperienza che ha dimostrato come i musei possano essere motori di sviluppo urbano e sociale. In quell’occasione, abbiamo raccontato una città capace di trasformare il proprio patrimonio culturale in un progetto di comunità, abbattendo barriere, stimolando il confronto, promuovendo l’inclusività. Un percorso partito da lontano: nel 2020 abbiamo lanciato un inedito modello di partnership pubblico-privato, assicurando a Fondazione Brescia Musei il sostegno necessario per valorizzare al meglio il patrimonio artistico museale cittadino e realizzare i grandi eventi della comunicazione culturale. Alleanza per la Cultura converge interessi tra il settore pubblico e il mondo privato, all’insegna dello sviluppo a base culturale del territorio, riconosciuto quale grande driver del più ampio benessere dei cittadini. Bene, dunque, che l’assemblea annuale dei soci ICOM si svolga a Brescia proprio per parlare di tutto questo, un tema per noi di grande attualità, rispetto al quale ci troviamo ancora all’interno di un percorso di progettazione e realizzazione. Volentieri ci confronteremo su idee e buone pratiche di altre città per continuare a crescere”.
La nuova definizione di museo, approvata a Praga nell’agosto del 2022, pone la partecipazione sociale come uno degli obiettivi primari per la creazione di ecosistemi inclusivi. In un contesto globale sempre più interconnesso, questa visione del patrimonio museale è aperta, multiculturale e sensibile alle esigenze sociali e culturali contemporanee. I musei, infatti, sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nella costruzione di una società consapevole, inclusiva e partecipativa, dove valori come il rispetto, la solidarietà e la cooperazione possano germogliare.
Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei: “La quantificazione degli impatti sociali dell’azione museale nei territori sarà il grande tema del prossimo futuro, e coinvolgerà sempre di più sia i musei, come è intuitivo, che le istituzioni e le aziende che li sostengono. Da un lato gli Obiettivi 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che molto hanno contribuito alla formulazione di strumenti di valutazione dell’impatto nei diversi goal, non annoverano uno specifico obiettivo riconducibile alle attività museali o culturali. Dall’altro lato, i criteri di valutazione ESG si sono concentrati su aspetti connessi ad ambiente, società e governance considerando la cultura una sorta di “basso continuo” trasversale ai criteri. il nostro compito è abilitare gli operatori museali nel farsi attori di un processo di “rendicontazione” obiettivo e strutturato secondo meccanismi valutativi considerati credibili, imparziali e affidabili. Sono quindi soddisfatta che di nuovi indici e indicatori per le perfomance museali si dibatta a Brescia Musei, insieme a Intesa Sanpaolo.”
Le attività di public engagement, che spesso si affiancano o addirittura sostituiscono altri servizi di welfare, sono esempi tangibili di come i musei possano svolgere una funzione sociale fondamentale. Questi luoghi diventano, infatti, spazi di incontro e scambio di pensieri e sensibilità, dove le politiche inclusive prendono forma, non solo attraverso la progettazione dei contenuti espositivi, ma anche nell’interazione diretta con il pubblico e con i territori.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia: “Essere la prima banca italiana significa avere la responsabilità di una visione ampia di crescita sociale e culturale. Le Gallerie d’Italia, i musei del Gruppo, sono luoghi vivi, accoglienti e inclusivi, dove la condivisione delle collezioni d’arte contribuisce alla diffusione del nostro patrimonio identitario favorendo l’accessibilità, la partecipazione e il coinvolgimento di un pubblico sempre più ampio”.
Per comprendere appieno l’impatto sociale dei musei, è essenziale adottare un nuovo paradigma che preveda una valutazione strutturata degli effetti che queste istituzioni esercitano sulle comunità. L’Assemblea Annuale dei Soci ICOM Italia 2025 intende proprio avviare un dibattito su come misurare, comunicare e rendicontare le iniziative museali, al fine di generare valore concreto per le istituzioni culturali e per le comunità stesse.
Onofrio Cutaia, Commissario straordinario della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali: “I temi di questa Assemblea dei Soci di ICOM Italia sono da sempre centrali nelle attività della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. Il ruolo dei musei come attori del cambiamento sociale e la misurazione degli impatti sulle comunità e sui territori sono approfonditi in tanti dei progetti che negli anni la Scuola ha promosso in sinergia con il Ministero della Cultura e con i diversi attori del settore culturale. Per questo, nell’alveo di un’alleanza storica che lega la Scuola e ICOM Italia, portiamo con piacere un contributo alla riflessione che animerà le due giornate di Assemblea e mettiamo a disposizione la nostra Piattaforma di e-learning per aprire a un pubblico più ampio e diffondere in diretta e on demand alcune delle sessioni in programma.”
Pierluigi Sacco, professore Università di Chieti-Pescara: “Il tema degli impatti non soltanto economici ma anche e verrebbe da dire soprattutto sociali della cultura sta attirando una crescente attenzione. Le implicazioni per la salute, per la coesione sociale, per l’adozione dei comportamenti pro-ambientali, e per lo sviluppo delle competenze e della capacità di innovazione sono anche più importanti dell’impatto economico diretto. È importante che i musei diventino un laboratorio di sperimentazione delle nuove possibilità in un momento in cui i grandi cambiamenti a cui stiamo assistendo porteranno inevitabilmente ad una evoluzione della missione dei musei, verso direzioni che oggi possiamo comprendere ed anticipare solo in parte”.
I lavori dell’Assemblea inizieranno nella giornata di venerdì 4 aprile con un focus sulla situazione internazionale affidato a tre speaker internazionali: Jorge Barreto Xavier (Consigliere culturale presso l’Ambasciata portoghese di Parigi, Direttore del Centro culturale portoghese), Lluìs Bonet Agustì (Professore di Economia applicata e Direttore del programma di laurea in Gestione culturale presso l’Università di Barcellona) ed Eleonora Belfiore (Professoressa di Spazio, luogo ed economia creativa e Vicedirettrice del Centro per le Economie creative alla Università di Coventry).
A seguire Isabella Mozzoni (Professoressa di Economia e Gestione delle Imprese Culturali all’Università di Parma) e Federico Mento (Segretario Generale di Social Value Italia, Direttore di Ashoka Italia) delineeranno il quadro italiano.
Nella giornata di sabato 5 aprile si entrerà nel cuore della discussione con quindici tavoli tematici che offriranno l’opportunità di riflettere su come i musei possano rinnovarsi e diventare protagonisti di un cambiamento positivo (PROGRAMMA COMPLETO).
Si parlerà, infatti, di pratiche sostenibili, alleanze pubblico-private, accessibilità e inclusione, e di come utilizzare le nuove tecnologie per misurare e ottimizzare l’impatto sociale dei musei.
In un contesto che sempre più pone l’accento sulla sostenibilità e sull’impatto sociale, è fondamentale che i musei diventino catalizzatori di innovazione sociale, generando un impatto duraturo sulle persone e sulle comunità. In questo cammino, strumenti digitali, intelligenza artificiale e analisi dei dati saranno risorse imprescindibili per rendere sempre più tangibile il ruolo dei musei nel miglioramento del benessere collettivo e nella sostenibilità sociale e ambientale.
Definire meglio l’impatto “culturale” generato dalla fruizione dei musei è cruciale, non solo per fornire elementi oggettivi e condivisi di valutazione e rendicontazione per le stesse istituzioni museali, ma anche per favorire nuove forme di collaborazione con il mondo delle imprese. Musei pubblici e privati sono infatti sempre più interessati a sviluppare partnership che vadano oltre la sola sponsorizzazione e si traducano in alleanze strategiche per obiettivi e principi sociali comuni. Allo stesso tempo, le imprese, che sempre più frequentemente adottano i criteri ESG (Environmental, Social, and Governance) per definire la loro sostenibilità e l’impatto sociale, stanno trovando nella cultura uno strumento utile per il loro perseguimento. Tuttavia, l’assenza di indicatori quantitativi condivisi rende difficile integrare le azioni a sostegno della cultura nei propri processi di ESG. Questo tema risulta particolarmente rilevante per le realtà museali non soggette a finanziamenti pubblici, ma diviene cruciale anche per i musei che si trovano sempre più a dover fare affidamento su donazioni, contributi e sponsorizzazioni private. In tale contesto di relazione con le risorse private, il principio di accountability emerge come essenziale. Individuando criteri omogenei, almeno a livello nazionale, l’obiettivo finale dell’evento è l’elaborazione di principi guida e una serie di indicatori di impatto che possano essere utilizzati nella redazione dei bilanci di sostenibilità tanto dei musei quanto delle imprese che desiderano intraprendere collaborazioni reciproche di lungo periodo.
Sede dell’assemblea 2025 è il Museo di Santa Giulia, patrimonio mondiale dell’UNESCO e tra gli spazi culturali gestiti da Fondazione Brescia Musei che co-organizza l’iniziativa.
L’istituzione bresciana è attiva da anni nell’identificare e promuovere il nuovo ruolo dei musei, attraverso azioni specifiche rivolte al pubblico e ai professionisti, ritenendo che il tema dell’impatto sociale generato dall’attività culturale rappresenti l’orizzonte di riferimento entro cui operare, con particolare focus sul ruolo delle collaborazioni pubblico-privato per – dove possibile – quantificarle in modo da produrre dei benchmark analizzabili, sensibili e confrontabili con altri tipi di intervento, al fine di migliorare l’ecosistema complessivo museale.
L’assemblea nazionale si conclude domenica 6 aprile quando agli ospiti sarà data l’opportunità di visitare il patrimonio culturale del territorio.
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Il Comitato scientifico dell’evento è composto da Deborah Agostino, Politecnico di Milano; Annalisa Cicerchia, CCW – Cultural Welfare Centre; Paola Dubini, Università Bocconi; Francesca Lambertini, BAM! Strategie culturali; Valentina Langella, Social Impact Italia; Julia Pagel, NEMO; Pierluigi Sacco, Università di Chieti-Pescara; Ludovico Solima, Università della Campania “L. Vanvitelli”; Roberto Vannata, Ministero della Cultura.
L’Assemblea Nazionale ICOM Italia 2025 è promossa da ICOM Italia, Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con il supporto di Fondazione ASM e Fondazione CAB. Partner scientifico dell’evento è la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, main donor è Feralpi Group.
Sono donor di Fondazione Brescia Musei per l’Assemblea ICOM Italia 2025: CNS Consorzio Nazionale Servizi, CoopCulture, Dussmann, Evoluzione Telematica, Integrarent, Skira, Cooperativa Socio Culturale, Strategica, Ticketlandia, VCB Securitas, Vu Factory, Way Experience.
Sono hospitality partner il Museo Diocesano di Brescia, Freccianera Fratelli Berlucchi, Fondazione Grana Padano e HB Hospitality Group.
Partner ICOM Italia per l’Assemblea Nazionale ICOM Italia 2025 è Prodir; media partner è AgenziaCULT.