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INQUINAMENTO, È ALLARME “AIR QUALITY ANXIETY”

L’inquinamento dell’aria sia indoor sia outdoor rappresenta, secondo la ricerca Global Burden of Disease 2024, la seconda causa di morte a livello globale con più di 8 milioni di decessi, dietro solo all’ipertensione. Questi dati allarmanti sono alla base dell’“air quality anxiety”, un recente trend internazionale che porta ben 4 persone su 10 a ritenere scarsa o pessima la qualità dell’aria degli ambienti indoor di lavoro e di vita. “È necessario applicare soluzioni efficaci, che già oggi esistono e sono alla portata di tutti, per rendere più salubri gli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, come abitazioni, uffici e spazi pubblici”, commenta Raffaella Moro, CEO di REair

Sentendo la parola “inquinamento”, si pensa subito a quello legato all’ambiente esterno, trascurando del tutto la qualità dell’aria degli spazi indoor. Eppure alcune recenti ricerche come quella condotta dall’ENEA hanno confermato che questa sia, sorprendentemente, più inquinata rispetto a quella esterna. Un’aria più pulita negli ambienti di lavoro e negli spazi indoor, potrebbe dunque favorire il benessere personale oltre a migliorare le performance lavorative. Secondo la ricerca Global Burden of Disease 2024, condotta dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), l’inquinamento dell’aria (indoor e outdoor), con più di 8 milioni di decessi registrati nel corso del 2021, rappresenta la seconda causa di morte a livello globale, subito dopo l’ipertensione. Sebbene l’inquinamento in tutte le sue forme possa essere dannoso, quello dell’aria indoor è particolarmente pericoloso perché le persone ne sono spesso immerse per lunghi periodi di tempo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno più di 3 milioni di persone muoiono a causa dell’inquinamento dell’aria interna. Nel Nord America, come svelato dal portale specializzato Air Quality News, l’emergenza si è già trasformata in una vera e propria fobia, soprannominata air quality anxiety, con il 74% della popolazione che si sente in ansia per la qualità dell’aria negli spazi interni. Questa paura ha consequenzialmente stravolto le priorità di collaboratori e cittadini i quali, nel 70% dei casi, ritengono che il proprio spazio di lavoro necessiti di un miglioramento della salubrità dell’aria e il 69% considera un problema la mancanza di investimenti in salute e sicurezza. Infine, il 39% considera la qualità dell’aria nel proprio luogo di lavoro scarsa o pessima.

Perché è così importante mantenere una buona qualità dell’aria negli spazi chiusi? Le fonti di potenziali inquinanti, come pesticidi, fumo passivo, stufe e caloriferi, all’interno degli edifici sono tante e possono incidere drasticamente sulla salute causando persino stati di ansia e depressione. Infatti, uno studio, come svelato anche sulle colonne del Guardian, ha trovato un legame tra l’inquinamento atmosferico e la salute mentale, confermando che, oltre a causare danni alla salute fisica come disturbi respiratori, esso può avere effetti negativi anche sul benessere psicologico. L’aspetto positivo è che esistono numerose soluzioni che si può fare per migliorare la qualità dell’aria indoor e molte di queste consistono in gesti semplici da integrare nel quotidiano. “L’inquinamento indoor è un problema spesso sottovalutato, ma che ha un impatto diretto sul nostro benessere sia fisico che psicologico – dichiara Raffaella Moro, CEO della company REair, che opera nel campo della ricerca e produzione delle eco-tecnologie per la depurazione dell’aria esterna e interna agli edifici – È necessario trovare delle soluzioni efficaci per rendere più salubri gli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, come abitazioni, uffici e spazi pubblici. Questa forma di contaminazione, spesso invisibile, è altrettanto dannosa per la salute a causa di sostanze come polveri sottili, composti organici volatili e agenti patogeni che si accumulano negli spazi chiusi. Fortunatamente ci sono sia delle soluzioni ad hoc per il miglioramento dell’aria circostante, partendo dalle nanotecnologie fotocatalitiche eCoating per gli ambienti indoor, fino ad arrivare ai semplici gesti quotidiani da integrare facilmente durante il corso delle nostre giornate, come aprire regolarmente le finestre per permettere la circolazione costante dell’aria o banalmente l’utilizzo di purificatori d’aria che agiscono in maniera funzionale nella pulizia dell’aria indoor. Queste azioni, se adottate quotidianamente, possono contribuire a creare ambienti più salubri e a ridurre i rischi, migliorando significativamente la nostra salute”, conclude Raffaella Moro.

“La salute del pianeta e i cambiamenti climatici sono oggi all’attenzione del mondo scientifico, delle istituzioni e delle politiche europee – chiarisce il Prof. Angelo Del Favero, Consigliere delegato R&S di REair e già direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità  – Si rende pertanto necessaria anche una risposta incisiva e un impegno da parte del mondo produttivo nell’individuare processi con metodi scientificamente corretti che possano agire sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento e di conseguenza sulla salute dei cittadini”.

Ecco, infine, 8 rimedi, semplici e accessibili, per migliorare la qualità dell’aria all’interno degli edifici:

  • Garantire una corretta e costante ventilazione tramite l’apertura delle finestre per rimuovere gli inquinanti accumulati e sostituirli con l’aria proveniente dall’esterno. Una ventilazione inadeguata può anche portare ad un’alta concentrazione di anidride carbonica, che può causare problemi di salute, come mal di testa, vertigini e affaticamento.
  • L’aggiornamento tecnologico e il corretto utilizzo degli elettrodomestici sono fondamentali per ridurre gli agenti inquinanti negli ambienti indoor. Scegliere soluzioni più efficienti, come una stufa elettrica invece di sistemi a combustione, e limitare l’uso dei fornelli a gas favorendo il piano a induzione, contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e a rendere gli spazi più salubri.
  • Mantenere gli spazi interni puliti e asciutti evitando la creazione di muffe e funghi. La pulizia può essere un ottimo modo per migliorare la qualità dell’aria interna: passare l’aspirapolvere una o due volte alla settimana, pulire regolarmente la biancheria da letto e le tende e fare ordine possono contribuire a ridurre gli inquinanti presenti in casa.
  • Gli eCoating by REair sono la soluzione innovativa per purificare l’aria indoor e migliorare il benessere delle persone. Si tratta di rivestimenti nanotecnologici trasparenti basati sui processi fotocatalitici, che applicati sulle pareti e sui soffitti degli ambienti indoor, attivano un potente processo di ossidazione fotocatalitica in grado di disattivare e disgregare microrganismi come virus e batteri, causa di malattie polmonari e respiratorie e sono certificati per l’abbattimento di virus Sars-related.
  • Utilizzare, se possibile, dei filtri HEPA (High-efficiency particulate air) i quali possono ridurre in maniera significativa l’inquinamento interno, rimuovendo le spore di muffa, forfora di animali domestici, acari della polvere e fumo di tabacco. Questi filtri possono essere applicati nei vari elettrodomestici come aspirapolveri, purificatori d’aria e sistemi di condizionamento.
  • Utilizzare prodotti ecologici a base di ingredienti naturali per la pulizia della casa, evitando quelli commerciali contenenti sostante chimiche nocive e inquinanti.
  • Tenere delle piante da appartamento è un modo efficace per ridurre gli inquinanti interni. Esse contribuiscono a purificare l’aria assorbendo i contaminanti e rilasciando ossigeno.
  • L’introduzione di purificatori d’aria negli spazi indoor può eliminare inquinanti quali composti organici volatili e inquinanti chimici e biologici. È una soluzione funzionale soprattutto per grandi ambienti di natura pubblica e commerciale, e per le infrastrutture.

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